DYNALP

 
© AIDA
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Nell’autunno 2001 il Comitato direttivo della Rete di comuni “Alleanza nelle Alpi” ha deciso di presentare una domanda per un progetto nell’ambito del Programma Interreg IIIB “Alpine Space”. Il primo tentativo non è andato a buon fine, ma il secondo ha avuto successo. Il progetto DYNALP ha così potuto essere avviato nella primavera del 2003, con una dotazione complessiva di 2,16 milioni di Euro e per un periodo di tre anni.

Un’impresa ambiziosa. Perché dietro al Leadpartner, il comune austriaco di Mäder nel Vorarlberg, e ai partner nazionali in altri cinque Paesi alpini, si riunivano 52 comuni e regioni alpini con altrettanti progetti relativi a quattro protocolli della Convenzione delle Alpi (Turismo, Protezione della natura e tutela del paesaggio, Agricoltura di montagna e Sviluppo sostenibile e pianificazione territoriale). 40 dei comuni partecipanti sono membri della Rete di
comuni. Con l’aiuto del progetto DYNALP i comuni hanno inteso mobilitare i saperi locali attraverso l’impegno dispiegato per conseguire uno sviluppo sostenibile nello spazio rurale. Accanto ai progetti dei comuni, lo scambio di esperienze attraverso le frontiere culturali e linguistiche ha rappresentato l’obiettivo principale di DYNALP.


Tre sfide centrali

  • Il coordinamento dei progetti di attuazione

I partner e i co-partner hanno iniziato i rispettivi progetti comunali sotto presupposti molto diversi. Alcuni avevano le loro idee di progetto già pronte fin dall’inizio e hanno potuto decollare / procedere subito speditamente. Altri sapevano già cosa volevano, ma dovevano ancora superare alcuni ostacoli, come finanziamenti, approvazioni, decisioni politiche ecc. Altri ancora hanno invece iniziato cercando il progetto più adeguato. Per questo, e anche per le diverse possibilità nazionali, il coordinamento – a livello nazionale come internazionale – si è organizzato talvolta con una certa difficoltà, alla fine tuttavia positivamente – soprattutto grazie al contributo straordinario delle animatrici e degli animatori nazionali.

  • La gestione centrale del progetto

Qui si è trattato di rendere le esperienze dei progetti attuativi utilizzabili per tutti e adatti alla comunicazione. Fin dall’inizio a tale scopo sono stati messi a disposizione nelle quattro lingue tedesco, francese, italiano e sloveno il sito www.dynalp.org, con la sua struttura perfezionata, Info brevi in formato elettronico e l’Info dei comuni su stampa. Le diverse manifestazioni internazionali nell’ambito di Dynalp sono risultate intensamente frequentate e molto produttive sul piano dei contenuti. Di particolare successo si sono rivelati i quattro seminari tematici. Sono stati presentati contenuti pratici e utilizzabili, sono stati discussi ed elaborati per poi essere realizzati dai partecipanti nei rispettivi comuni. I due organi principali – Steering Committee (DSC) e Support Team (DST) con la Segretaria del progetto – hanno svolto la funzione di garanti per una gestione produttiva del progetto e per una buona cooperazione. Il DSC e il DST sono riusciti insieme non solo a “custodire il sacco di pulci” – e cioè i 52 progetti attuativi –, ma anche a portarli al successo.

  • La gestione Interreg

La più grande delle tre, prima di tutto perché meno conosciuta e poi perché più faticosa / gravosa. Per i comuni più piccoli, da cui la Rete di comuni e l’organizzazione del progetto sono per la maggior parte composte, le disposizioni amministrative e le strutture rigide di Interreg IIIB, nonostante il sostegno degli enti ufficiali – Managing Authority e Joint Technical Secretariat –, hanno rappresentato ostacoli difficili da superare. Che ciononostante si sia potuto concludere il progetto in modo conforme alla domanda, è un merito che deve essere sostanzialmente riconosciuto alla tenacia del Segretariato del progetto e del DST.